Milano Ristorazione - Nuovi spazi per le mense scolastiche

Design e storytelling per un’alimentazione consapevole

Customer:
Milano Ristorazione, Municipality of Milan - Food Policy Area, Progetto Europeo Horizon 2020 Food Trails
Year:
2023 - 2024
Expertise:
Educazione e partecipazione civica, Economia Circolare
Partner:
Ruggero Poi, formatore montessoriano

Attraverso il design e la narrazione educativa, è possibile sensibilizzare i bambini sulla nutrizione e ridurre lo spreco alimentare.

OpenDot ha partecipato al pilota del Living Lab milanese nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 Food Trails, promosso dal Comune di Milano – Area Food Policy e Milano Ristorazione. Coordinata da quest’ultima, OpenDot ha sviluppato un concept innovativo di riqualificazione degli spazi.

L'iniziativa, mirata a migliorare le abitudini alimentari, sensibilizzare sui temi della nutrizione e promuovere la riduzione degli sprechi, ha trasformato i refettori di quattro scuole milanesi. Attraverso interventi di interior design e uno storytelling educativo, questi spazi sono stati ripensati per stimolare comportamenti virtuosi.

Il progetto si è basato su un approccio di nudging comportamentale, una "spinta gentile" che, agendo sul contesto, orienta naturalmente le scelte individuali verso abitudini più salutari e sostenibili.

Uno storytelling ispirato a Gianni Rodari

Il cuore del progetto è lo storytelling che OpenDot ha proposto, in collaborazione con il formatore montessoriano Ruggero Poi e ispirato al meccanismo narrativo di “Ci vuole un fiore”, la celebre filastrocca di Gianni Rodari. 

Sulla base delle indicazioni fornite da Milano Ristorazione, il cui obiettivo era quello di appassionare i bambini a ciò che meno gradiscono a tavola, sono stati individuati cinque piatti e i loro ingredienti, e intorno a essi, è stata sviluppata una narrazione “dal campo alla forchetta”, proposta ai piccoli attraverso illustrazioni e testi esposti su pannelli alle pareti. Avvicinandosi a questi contenuti quando preferiscono e nei loro tempi, i bambini hanno accesso ad aneddoti e curiosità che spiegano e quantificano il valore del lavoro, l’energia e l’acqua che servono per produrre il cibo, e quanto sia assurdo sprecarlo.

Utilizzando gli strumenti del design e della narrazione visiva, è stato dunque creato un ambiente che educa in modo naturale e spontaneo, senza risultare forzato o infantilizzante. 

Il successo di questa prima fase del progetto, evidenziato da una riduzione del 6,1% dello spreco alimentare nei refettori riqualificati, pone le basi per sviluppi futuri. 


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